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Castel Nuovo tra Angioini e Aragonesi alla luce della documentazione archeologica; analisi delle forme di organizzazione spaziale e della cultura materiale

  • Resp. Scientifico: Rosa Fiorillo

  • Assegnista di ricerca: Santoro Alfredo Maria

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Castel Nuovo di Napoli resta ancora oggi, nella sua veste composita del periodo tardomedievale e moderna, uno dei monumenti più emblematici della città. Una lunga tradizione di studi si è focalizzata sulla costruzione sin dalla fondazione angioina. Il castello doveva rappresentare il simbolo della nuova città capitale del Regno già nell’idea di re Carlo I, alla fine del XIII secolo. La fortificazione risulta indagata soprattutto attraverso le fonti scritte, architettoniche e iconografiche.

Il lavoro al momento è concentrato su 3 versanti: 1) reperimento delle fonti iconografiche delle fasi tardomedievali; 2) raccolta e commento di tutte le fonti scritte e della storiografia inerente la costruzione dal 1279 al 1500 in maniera di poter comprendere e/o interpretare le fasi di cantiere del monumento; 3) integrare tali informazioni con alcuni dati archeologici (in particolare le monete) ritrovate durante gli scavi che hanno considerato anche il castello.

Figura 1

Castel Nuovo

Castel Nuovo. La struttura è il risultato di una successione di interventi costruttivi e di restauro dalla prima epoca angioina (1279) ad oggi.

Figura 2

Maestro napoletano, Trionfo di Carlo I d’Angiò Durazzo (particolare), XIV secolo, New York, Metropolitan Museum

Tale anonima opera rappresenterebbe la più antica immagine conosciuta delle costruzioni di Napoli ed in particolare di Castel Nuovo. Vi è rappresentata l’entrata in città di Carlo III di Durazzo e del suo esercito. Istantanea di un momento epocale e di uno passaggio di testimone al ramo durazzesco  avvenuto nella seconda metà del XIV secolo (1381).

Figura 3

Attribuito a F. Rosselli, Tavola Strozzi, 1472 ca., Napoli. Museo Nazionale di S. Martino

La tavola fu ritrovata a Palazzo Strozzi nel 1901 e probabilmente fungeva da spalliera di un letto proveniente da una bottega fiorentina. Era dono della famiglia Strozzi al re Ferrante d’Aragona per cui dava risalto alla imponente residenza reale alla fine del XV secolo (1472 ca). Oltre a Castel Nuovo sono evidenziate le connotazioni di una città tranquilla, ricca e frequentata da navi commerciali di sicuro rilievo.

Figure 4 e 5

Miniatura di Nardo Rapicano, foglio 43 del De Maiestate di Giuniano Maio, 1492. Bibliotèque Nationale de Paris

Alla fine del XV secolo viene datato un manoscritto realizzato da Giuniano Maio e illustrato da Nardo Rapicano che, non solo dà risalto a Napoli e a Castel Nuovo, ma ne racconta alcuni passaggi quali l’edificazionee  le trasformazioni con l’avvento degli Aragonesi.e la funzione particolare di controllo nei pressi della spiaggia.

Figura 6

E Dupeérac, A. Lafréry, Quale e di quanta importanza è la Bellezza sia la nobile cita di Napoli, 1566. Napoli Museo Nazionale S. Martino

L’immagine del castello mostra la cinta muraria e la realizzazione di bastionature possenti sui lati Ovest, Est e Nord. Il lato sud, che affaccia sul mare, rimane sgombro da grandi mastione o fodere proprio per consentire scambi e accessi diretti con mezzi o navi proveniente dal mare e per garantire vie di fuga in caso di problemi con la popolazione.

Figura 7

A. Baratta, Fidelissimae urbis neapolitanae cum omnibus viis accurata et nova delineatio 1627, Londra, British Library

L’immagine è un accurato lavoro di dettaglio sul castello e le aree limitrofe della prima metà del 1600 in età preborbonica. Il castello aveva già vissuto varie occupazioni e diversi interventi di cantiere, successivamente agli Angioni, sotto la dominazione aragonese e vicereale-spagnola.